Narrativa: Il Compromesso con la Realtà, la Lezione del Corpo d’Acciaio

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(ovviamente aspettatevi molti Spoiler)

tekkadan
La settimana scorsa è terminata a seconda e ultima stagione della serie animata Gundam Iron Blooded Orphans di cui abbiamo già parlato qui, una delle varie diramazioni del merchandise Gundam, in un finale insolito che esce dai canoni ordinari e mostra come l’intrattenimento può legarsi alla crudezza del realismo. Per chi scrive può essere una buona lezione rispetto al rompere il rapporto causa/effetto in cui, al termine del ciclo avventuroso dei Personaggi, la sconfitta dell’Antagonista genera un effetto positivo nel resto dell’ambientazione e permette al lettore la catarsi dopo tortuose vicende in cui l’avversario sembrava trionfare.

Un Passo Indietro: i Rifiuti Umani e l’Ascesa Mancata
Il cuore delle due stagioni di IBO è il tentativo di ascesa sociale dei Tekkadan, un gruppo di Human Debris (rifiuti umani) ossia bambini soldato di Marte con impianti neurali sfruttati come carne da macello. La loro esistenza è considerata priva di importanza sia per la loro origine non terrestre (che contraddistingue il ceto egemone), sia perché gli impianti a cui sono stati costretti li declassano socialmente.
La prima stagione è incentrata sulla missione di sola andata dei Tekkadan, considerati ormai dei criminali senza legge, che cercano di portare sulla Terra la leader politica Kudelia Aina Bernstein, decisa a liberare Marte dall’oppressione economica terrestre, ostacolati direttamente o indirettamente dal corrotto esercito interplanetario Gjallarhorn. E’ un susseguirsi di piani rischiosi in cui i deboli Tekkadan riescono a prevalere, o evadere, dai più forti, accaparrandosi le simpatie di chi ama veder vincere chi parte svantaggiato.
Parallelamente si sviluppa il plot di McGillis Fareed, giovane ufficiale e unico erede di una delle sette famiglie a capo dei Gjallarhorn, che in segreto opera per prendere il comando dell’organizzazione e ripulirla dall’interno.
La Battaglia di Edmonton è l’evento finale della prima stagione, dopo immani sacrifici la brigata Tekkadan completa la sua missione guadagnando favori politici. I Protagonisti vengono riconosciuti come milizia regolare, ottengono l’incarico ufficiale di difendere la nazione di Arbrau e di proteggere le miniere di Marte. McGillis vede il suo piano accelerare: la famiglia Issue perde l’unica erede per mano dei Tekkadan, lui sposa la giovane Almiria della famiglia Bauduin per poi eliminarne il fratello maggiore e infine ottiene il controllo definitivo della famiglia Fareed destituendo suo padre.

Tutto è bene quel che finisce bene? Assolutamente no.
Come spiegato all’inizio della seconda stagione, la pubblica sconfitta dei Gjallarhorn a Edmonton mostra a tutti quanto siano validi in battaglia gli Human Debris e quindi ancora più bambini sono costretti a subire gli impianti, per poi essere imbarcati a forza su navi pirata o milizie mercenarie, inoltre il trionfo del vecchio Mobil Suit dei Tekkadan non fa che scatenare una nuova corsa all’armamento, mentre su colonie e mondi diverse fazioni si ribellano alla pace armata dei Gjallarhorn in lotte che si concludono con immani spargimenti di sangue.
La vittoria dei protagonisti rende il mondo più insicuro, la pace incerta e rovina il destino di molti. E quindi compare Rustal, leader della potente famiglia Elion dei Gjallarhorn, l’Antagonista principale della seconda stagione che lega insieme le imprese dei Takkadan e la scalata al potere di McGillis. Deciso oppositore politico di quest’ultimo, finisce ovviamente per dover attuare strategie per diminuire il potere dei giovani mercenari e dei loro alleati. Inizia quindi una serie di brevi archi narrativi in cui emergono veri e propri Villains, dietro cui spesso opera Rustal, che terminano con la plateale sconfitta dell’avversario certo, ma solo a seguito della perdita di potere e vite umane da parte dei protagonisti.

Rustal_Elion
In una sorta di versione SciFi di Romanzo Criminale, Gomorra o Narcos, i Tekkadan e i loro alleati cadono uno dopo l’altro, sempre meno in epiche battaglie e sempre di più per un inganno, un errore o un colpo di pistola alle spalle.
Rustal Elion vince tutte le battaglie armate e mediatiche, infiltra i suoi uomini nella fazione McGillis per farla macchiare di crimini, taglia ogni rifornimento, gode delle riduzioni di potere che hanno eroso i suoi avversari. La Ribellione viene pubblicamente trasformata in un incidente causato da una piccola fazione di esiliati, che sconfigge con metodo e precisione.
Dopo la morte sul campo di McGillis, i Tekkadan sono il capro espiatorio finale e vengono assediati nella loro base operativa su Marte come topi in trappola.
Nessuno viene a salvarli: i loro alleati non muovono un dito, né le colonie schiacciate dai Gjallarhorn, perché la forza di Rustal è manifestamente superiore e non c’è possibilità di vittoria. I Tekkadan hanno anche rescisso i legami formali con Kudelia Aina Bernstein per non coinvolgerla politicamente all’inizio della rivolta di McGillis, e i sopravvissuti della Flotta Ribelle di quest’ultimo sono spariti.
I loro tentativi di mediazione sono inutili: Rustal Elion impedisce loro di comunicare all’esterno mentre annuncia, ovviamente, che qualsiasi sua proposta di resa e amnistia è stata rifiutata dai Tekkadan che intendono morire con le armi in pugno. L’assedio militare e dei media è sistematico e spietato. Rustal non ha nulla di personale contro gli Eroi della Battaglia di Edmonton, ma devono morire come criminali sotto gli occhi dei mondi e delle colonie. Senza pietà e senza alcuna esitazione. Un esempio per tutti.
E così accade.
I main characters dei Tekkadan sui loro Mobil Suits scendono in campo per l’ultimo scontro, coprendo la fuga dei feriti e degli altri sopravvissuti. La loro ultima resistenza è epica ma del tutto futile, quando è chiaro che abbatterli necessita troppo tempo, risorse e vite umane, Rustal Elion li fa bombardare dal margine dell’atmosfera da armi illegali. Ridotti a moribondi dentro corpi metallici ormai a brandelli, i Tekkadan sferrano i loro ultimi colpi ed escono di scena tra il trionfo dei Gjallarhorn.
Esattamente a metà dell’ultimo episodio, la testa del Gundam viene issata sulla spada di un Mobil Suit nemico.
Hanno perso.

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E dopo? Dopo si torna al mondo reale
A seguito sconfitta dei Tekkadan su Marte, Rustal Elion sfrutta il suo nuovo potere politico e riforma completamente l’organizzazione dei Gjallarhorn, eliminando l’egemonia delle sette famiglie e strutturando l’esercito in una forma più democratica, realizzando in effetti i progetti del defunto McGillis Fareed.
Come primo leader del nuovo Gjallarhorn, Rustal diminuisce la presenza militare e l’oppressione economica su Marte, esaudendo di fatto le richieste di Kudelia divenuta la prima Segretaria dell’Unione Marziana, permettendo così al tormentato pianeta rosso di iniziare una nuova era di prosperità e indipendenza. Proprio assieme alla prima alleata dei Tekkadan, che non ha mai rinnegato il suo legame con gli sfortunati bambini soldato, Rustal sigla l’Human Debris Abolishment Treaty, allo scopo di combattere e smantellare definitivamente lo sfruttamento dei bambini soldato e degli impianti neurali, dando inizio a una processo di maggiore equità sociale.
I Tekkadan sopravvissuti, con false identità, sono entrati a far parte dello staff di Kudelia o sono nascosti nelle diverse attività che lei gestisce. E cosa fanno? Si vendicano uccidendo Rustal? Promuovono una nuova rivolta contro i Gjallarhorn? Iniziano una serie di azioni terroristiche? No. Nessun Gundam ricostruito compare all’orizzonte per riscattare i compagni caduti. Per quanto sia stato Il Nemico, Rustal Elion ha portato la pace e l’equità sociale a cui loro stessi aspiravano. E per ottenerla occorre fare il compromesso di deporre le armi.
E’ un finale dolceamaro, che non permette la catarsi finale allo spettatore, che non soddisfa fino in fondo gli ardori giovanili, ma che innegabilmente proietta questa serie di Gundam in una fascia più alta, dedicata a un pubblico più adulto ed esigente.
E che fa riflettere sulle dinamiche narrative.

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