Il Maestro Achille Marozzo

Autore imprescindibile della Scuola Bolognese, cuore dell’odierna Sala d’Arme Achille Marozzo, fu Maestro d’Arme a Bologna nella prima parte del XVI secolo. Fu Allievo del Maestro Guido Antonio Di Luca e quindi, in linea temporale, il Quarto Maestro d’Arme della sua epoca dopo l’Anonimo Bolognese, Antonio Manciolino e lo stesso Di Luca.

La sua “Opera Nova” riassume i più alti gradi dell’arte gladiatoria italiana e rende onore alla sua funzione di prosecutore della tradizione Bolognese, dopo l’Anonimo Bolognese e il Maestro Antonio Manciolino. Scritta in prima persona e rivolta al figlio Sebastiano, l’Opera tratta di tutte le arti del duello partendo dalla spada da lato fino alle prese e alle armi inastate. Estremamente rilevanti sono le varie “note” con cui il Maestro arricchisce i capitoli, discutendo del prezzo di determinate lezioni o dando indicazioni su Come insegnare e comportarsi con gli allievi, particolarmente rilevante il capitolo sulle norme giuridiche del Duello.

Nato nel 1484 e morto nel 1553. Il padre Lodovico apparteneva ad una famiglia originaria di S. Giovanni in Persiceto, la quale ottenne la cittadinanza bolognese nel 1385. Achille Marozzo abitò sino alla morte in via Riva di Reno, in una casa avuta in enfiteusi dall’Abbazia dei Santi Naborre e Felice, dove tenne anche la sua scuola di scherma. Viene citato in una delibera del Reggimento bolognese datata 9 giugno 1531, dove gli viene concessa la licenza di estrarre acqua dal fiume Reno per alimentare un filatoio costruito nella propria casa sita in “cappella Sancti Felicis”. Scrisse un trattato intitolato “Opera nova” stampato per la prima volta a Modena nel 1536, ristampato poi a Bologna nel 1546, a Venezia nel 1550 e di nuovo nel 1568. Un’ultima edizione a cura del figlio Sebastiano viene pubblicata a Verona nel 1615. Al suo interno vengono ricordati due allievi del Maestro: Giambattista Letti (Giovanni Battista da i Letti), citato a pag. 126 (cap. 273) e a pag. 148 a proposito dell’ultima presa di daga; Giacomo Crafter, d’Agusta, citato a pag. 126 (cap. 273).

fonte: www.achillemarozzo.it

Articoli

  • Viene citato ampiamente, e ne sono trascritte diverse pagine, nel romanzo Isabella Orsini, Duchessa di Bracciano
  • Viene Citato dal Maestro Francesco Ferdinando Alfieri nell’Opera “L’arte di ben maneggiare la spada” rispetto alla Disciplina di Spada e Pugnale