SE00.1 – Cultura Cristiana

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Descrizione: riunire i popoli europei (italiani, spagnoli, francesi, inglesi ecc…) sotto l’unica dicitura di “Cultura Cristiana” può sembrare riduttivo, ma permette di tracciare un’identità abbastanza definita dell’uomo medievale. D’altronde, l’obiettivo della Chiesa che l’Inquisitore Eymerich serviva era che la Cultura Cristiana diventasse l’elemento unificante del continente. Questa cultura, ben lontana dai principi originari dei primi discepoli di Cristo, è composta da enormi contraddizioni che hanno influito non poco sulla sua storia.
Rispetto alle altre culture, l’effettiva dedizione dei Cristiani ai riti ed alla professione della fede è alquanto altalenante. Il popolo, largamente analfabeta, partecipa al culto spinto più dall’abitudine e dal timore. Solitamente non ha i mezzi per comprendere in pieno i riti in lingua latina, dei cui significati è quasi sempre all’oscuro. Questi riti li vincolano alla messa domenicale, ai sacramenti del battesimo, della confessione dei peccati, del matrimonio e del funerale. L’inosservanza di queste celebrazioni fa nascere la maldicenza ed il sospetto di eresia. Il Cristiano è inoltre chiamato alla Quaresima, momento di mestizia e rinunce, e all’assoluta obbedienza nei confronti dei sacerdoti.
I vari ordini mendicanti, più vicini alla gente comune, la aiutano a prendere coscienza della propria identità religiosa e dei valori del Cristianesimo. Questo proposito è spesso svalutato dal comportamento del clero, perso tra privilegi, sperpero di denaro e vita immorale. La condotta scandalosa di Vescovi e prelati è ben nota, al punto di essere motivo di critiche e sfiducia da parte del popolo. Come una spada di Damocle, la Sacra Inquisizione pende sul capo dei Cristiani, che rischiano di subire tormenti orribili. L’Inquisizione è nota come responsabile di terribili sofferenze, sospetti e deliberate crudeltà, spesso connesse agli interessi terreni di Nobili e possidenti.
Un elemento crudelmente ricorrente è la visione negativa della donna e della sessualità, impura e peccatrice la prima, necessaria ma comunque peccaminosa la seconda. La donna del medioevo è considerata inferiore e fonte di peccato, una figura carica di ogni difetto e vittima di ogni violenza, tra cui quella sessuale.
Il ceto nobiliare, composto dai discendenti dei primi uomini d’arme che proteggevano con la forza il proprio feudo, rappresenta un altro fardello che grava sul popolo cristiano dissanguato da tasse e gabelle. L’ideale della cavalleria, della guerra nobilitante, porta Nobili e Cavalieri alla ricerca di conflitti continui, condotti in maniera superficiale e poco pragmatica, e pagati prosciugando il popolino dei propri beni. Le rivolte dei ceti inferiori, più volte soffocate nel sangue e più volte riattizzate, sono il sintomo delle vessazioni di cui sono vittima.
Nazionalità: Aragonese, Bretone, Catalana, Fiamminga, Francese, Inglese, Italiana, Tedesca, Sassone, Scozzese, Spagnola.
Professioni preferite: tutte.
Lingua base: ogni Personaggio acquisisce il linguaggio base della propria nazione di appartenenza.
Modificatori: +0 P.Esp. / +0 PE.


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