Il Mondo del Secondo Sole

L’Ordine dei Confortatori di Bhelessan

Dopo la Rivelazione di Bhelessan, le prime schiere di Confortatori si preoccuparono di trovare modi efficaci di trasmetterne i principi e la storia degli Iskaariani. Sirta, Matrias e Irreo fecero incidere lastre di granito e marmo raffiguranti il Miracolo del Secondo Sole, mentre una serie di scrivani narrava le gesta degli eroi dello Specchio delle Nebbie e le volontà della Dea nel Libro dell’Alba. Dimenticando la tradizione guerriera del proprio popolo, i nuovi Confortatori si dedicarono quindi e preghiere e rituali offrendosi alla Dea, sino a quando alcuni di loro non divennero in grado di operare le Benedizioni. Con il trascorrere dei secoli il popolo, sempre più esploratore e artigiano, e sempre meno guerriero, vide cambiare il proprio rapporto con la fede rendendo grazie dei prodigi che i Confortatori elargivano, alleviando le sofferenze di quanti faticavano nella nuova terra.

Dopo una prima fase di forte spiritualità istintuale, con il Concilio di Firlann i Confortatori iniziarono man mano a darsi una struttura e una semplice gerarchia per amministrare al meglio il proprio ordine, che intanto cresceva in numero ma anche, grazie anche alla generosità del popolino, in potere economico. Vennero stabilite le modalità dell’apprendistato e si compresero i Vincoli che Bhelessan imponeva ai suoi figli, mentre i più anziani apprendevano i limiti e le meraviglie del potere che la Dea aveva concesso loro. I Figli di Irea, servitori della sorella di Bhelessan vennero accolti all’interno della Chiesa come fratelli.

Durante le alterne vicende delle disgraziate monarchie dei due regni, i Confortatori si sono sempre mantenuti fedeli ai propri vincoli e alla volontà della Dea di tutelare i propri figli, indipendentemente dal ceto, senza mai perdere le simpatie del popolo. I rari casi di degenerazione e abuso di potere spirituale venivano inizialmente combattuti grazie alle autorità locali, ma dopo il 1381 furono affidati all‘Ordine dell’Inquisizione.

I Magicanti

Il termine Magicante include sia quanti hanno una dote innata nell’usare la magia, in quanto figli di Magicanti o portatori di Sangue Antico, che persone in grado di eseguire rituali e incantesimi grazie ai loro duri studi di magia, tuttavia la loro origine era strettamente legata agli eventi del Secondo Sole.

Dopo l’approdo a Marvaal, la casta Druidica conobbe una fase di grande apatia dovuta all’allontanarsi del potere di Calbea, mentre nasceva sotto i loro occhi il nuovo culto: la Chiesa della Rivelazione di Bhelessal. Man mano che la schiera dei Confortatori si rafforzava, i Druidi che non sentivano di voler rinnegare le proprie origini, ma nemmeno di opporsi alla Dea, si decisero a un esilio volontario presso le isole spezzate dove trovarono i resti di una civiltà decaduta millenni prima. Tra santuari immersi in acque salmastre, incisioni frammentarie contenute in scibili di materia sconosciuta, gli anziani scorsero le tracce di un nuovo potere svincolato da quello degli Dei. Il ritrovamento di vascelli spiaggiati, forse degli abitanti che tentarono di fuggire alla caduta del proprio impero, permise ai Druidi di riportare a Marvaal interi tomi di testi arcani di difficile decrittazione. Vennero edificate diverse torri presso un monte isolato, Mhas’Bhasara, lontano dalla selva e dalle prime città, e qui furono sperimentate per la prima volta formule arcane in grado di alterare la materia, l’anima e la mente. Gli anni successivi videro il proliferare della nuova scienza, la Magia, introdotta senza l’intercessione degli Dei.

I Magicanti vennero banditi sin dai tempi della Triarchia e tutt’ora ritenuti eversivi, pericolosi e capaci solo di contorcere le leggi della natura. Sebbene il loro destino sia nelle mani dei Governanti e del Magistrati delle singole città, e molto raramente siano trovati e uccisi, i Magicanti continuano a moltiplicarsi per via del fascino del potere magico, che è effettivamente una forza superiore in grado di alterare la realtà.

Gli incantesimi dei Magicanti sono contenuti in grimori, trattati e oggetti magici, in particolare l’epoca precedente alla loro messa al bando era piena di questo genere di artefatti che nascondono tutt’ora i propri segreti, per quanto l’Ordine dei Gufi Grigi cerchi di distruggerli. La protezione di questo tipo di reliquia è il massimo compito spettante a ogni Magicante.

Durante l’epoca d’oro dei Magicanti, quando addirittura governavano sulle Città e sedevano alla tavola dei Re, venne disvelata la Cerchia della Vita, considerata la massima espressione del potere magico. Irna Selhitian, un Magicante di grande potere, fondò una setta basata su tale Cerchia asserendo che se Bhelessal è Dea in quanto Madre della Vita, anche questa Cerchia poteva elevare i Magicanti al rango di esseri superiori. Questo causò un conflitto immediato con la Chiesa della Rivelazione e, di lì a pochi anni, il bando dei Magicanti con l’assassinio di Re Raelios Sotervin II e la nascita dell’Inquisizione. I Selhitiani tuttavia sopravvissero per perpetrare la loro vendetta, pur perdendosi nelle varie Societas dei Due Regni.

L’Ordine degli Inquisitori
Dopo la tragica morte di Re Raelios Sotervin II di Caldera, le fazioni più accese tra i Confortatori stabilirono che i Magicanti avevano superato ogni limite in spietatezza e brama di potere, dopo secoli di dispute con la setta dei  Selhitiani. L’Ordine degli Inquisitori nacque sull’onda dell’indignazione e della vendetta. Pur non volendo trascurare i loro primi doveri, gli Inquisitori si fecero portatori di legge e durezza contro i corruttori del mondo della Dea, edificando prigioni in cui i poteri dei Magicanti non potevano operare e dando loro la caccia per distruggerne i trattati.

In seguito, la Chiesa della Rivelazione conferì all’Ordine anche la facoltà di occuparsi di delicate questioni interne: falsi Confortatori che confondevano il popolo, fratelli della fede che avevano intrapreso sentieri di perversione e fame di potere, fino alla caccia spietata ai peggiori dei corruttori. In questo ambito un Inquisitore ha pieno potere e libertà d’azione, a patto di istituire un processo equo dinnanzi a una consiglio di almeno tre Anziani dell’Ordine. L’esilio o la prigionia sono la condanna più scontata.

Quando venne istituito l’Ordine dei Gufi Grigi, l’Inquisizione ne benedisse le gesta fino all’accendersi di innumerevoli roghi che illuminarono l’ombra dei Gufi, fatta di torture e violenze. Non era possibile mettere in dubbio la sincera dedizione di questi cacciatori di Magicanti, ma i loro metodi non erano illuminati dalla pietà di Bhelessan e l’Inquisizione si fece carico di cercare in ogni modo di arginarne gli eccessi e guidarne la spinta fanatica. Non di rado un Inquisitore è scortato dai Gufi Grigi, che darebbero la vita per un confratello, ma parimenti spesso un Inquisitore è costretto a chiedere l’aiuto armato dei governanti per impedire ai Gufi di commettere un’ingiustizia.

L’Ordine dei Gufi Grigi

Questa fazione della Chiesa della Rivelazione di Bhelessan ha il preciso compito di perseguire tutti quanti gli utilizzatori di Magia delle Due Terre. Addestrati a essere sia combattenti che demistificatori, devono la loro fondazione al leggendario Sarva Orteo. Questi, giovane Confortatore della Chiesa di Bhelessan, venne irretito dalla bellissima Strega Lithalla che sposò dando alla luce due figli: Viru e Dalta. Secondo la leggenda, tramandata unicamente dai Gufi Grigi, Lithalla mutò in un Gufo il secondogenito per farne un proprio famiglio, per poi sacrificare Dalta ad una qualche misconosciuta Divinità di Calbea. Sottoposto ad un incantamento dalla Strega, Sarva Orteo assistette impotente agli eventi fino a quando lo stesso Viru non riuscì a spezzare la magia che aveva abbacinato il padre. Sconvolto, Orteo imprigionò Lithalla in una grotta sottoponendola a mille tormenti per rubarle l’arte delle Rune ottenendo così la forza per opporsi alle azioni magiche. Quale che sia stato il fato di Lithalla, Orteo fondò il proprio fanatico Ordine dichiarando guerra a ogni Magicante.

I Cacciatori dell’Ordine hanno in genere vesti grigie e marroni, su cui spicca la testa di gufo simbolo dell’ordine. I Fratelli più esperti e abili hanno scudi, armi e armature in grado di assorbire, distruggere o divorare la magia. I Gufi Grigi sono dediti ai principi del Canto di Beldhaste, un inno al sacrificio, e non esitano a spendere e far spendere fortune per perseguire il proprio scopo.

Uno degli aspetti più controversi e criticati dell’Ordine è l’uso delle Bocche di Ferro:  Stregoni e Maghi catturati, schiavizzati e torturati. Indossano stracci e una pesante maschera di ferro nero che mostra una bocca dentata, limita la respirazione e impedisce di vedere. Le Bocche di Ferro, come meri strumenti, sono usate per combattere i Magicanti.

La Guardia di Frontiera

Quando l’espansione su Mistluud raggiunge i propri limiti venne istituita la Frontiera, un limite composto da trentadue castelletti fortificati lungo un ampio perimetro che divideva il regno dall’esterno. Secoli di esplorazione avevano riempito la terza terra anche di profughi che rifuggivano la monarchia e cercavano un luogo da reclamare solo per sé, e orde di criminali mandati a rendere coltivabili i grandi terreni di Mistluud, tutti semi di future colonie di barbari e di razziatori ben lieti di non dover sottostare alla triarchia. Vista l’instabilità della Frontiera vennero rapidamente ordinate dei presidi da parte di uomini d’arme, avventurieri, cacciatori e guardiaboschi, gente in grado di contrastare sia le minacce animali che quelle umane. Questa prima generazione di Guardie di Frontiera conobbe anche gli Antichi Lyelviani, o altri esseri, e si mischiò con loro.

Le Guardie, dopo il succedersi di alcune generazioni, ottennero da Re Adhar Veriza II, sovrano di Peyros, di poter passare l’incarico e la proprietà degli accantonamenti ai propri eredi. Questo comportò il consolidamento di clan familiari che tuttora collaborano per reggere la Frontiera, con una propria servitù e una serie di altri diritti guadagnati con il tempo, fino al diritto di ricevere dalla Corona un vitalizio annuo in derrate e materie prime per il sostentamento dei castelli. Questa decisione, pur ratificata dai Re di Caldera e Mesalla, è sempre stata oggetto di critiche da parte della nobiltà dei Due Regni e dal Banco del Rame, che vede scomparire quasi un undicesimo delle proprie rendite.

Per due volte la Corona ha posto fine a tutti i diritti delle Guardie, e ogni volta la scelta si è dimostrata disastrosa. La Triarchia cancellò nel 1383 ogni diritto delle Guardie, che abbandonarono allora ogni terra e fortino, fecero la celebre Prima Marcia accampandosi fuori dal perimetro di Peyros per oltre due mesi. I barbari (e altre forme di minaccia, secondo gli storici) depredarono il mare dorato, come chiamavano le grandi coltivazioni di grano, e si spinsero fino alle prime città dell’Ovest, provocando l’Inverno Nero in cui i prezzi del cibo schizzarono alle stelle. Alle guardie furono reintegrati i propri diritti, vennero risarciti delle perdite e la Frontiera tornò stabile.

La Seconda Marcia avvenne sotto la Diarchia, nel 1451, quando ingenti compagnie mercenarie vennero stanziate sui confini e subito dopo si cercò di sostituirle alle Guardie. Le spese di mantenimento delle Compagnie iniziarono ad essere onerose e le truppe spesso sbandarono razziando le comunità agricole che dovevano difendere, sebbene i barbari fossero effettivamente tenuti alla larga. Secondo le cronache vennero le creature chiamate Sileni e intere compagnie di ventura scomparvero. Seguendo gli eventi del mondo, con la nascita dell’Ordine degli Inquisitori le Guardie chiesero di essere immuni alla loro autorità, minacciando una Terza Marcia. Il Diritto fu concesso ma questo attirò su di loro l’avversione pubblica di Inquisitori e Gufi Grigi.

Le Guardie di Frontiera hanno nel proprio sangue una traccia dei primi legami tra i loro predecessori e le Razze che man mano si allontanarono dalle città per sfuggire alla civilizzazione degli Umani. Questo rende ogni Guardia in grado di eseguire gli Antichi Rituali per confinare i Sileni.

Le Catene dei Dahes Dver

Volgarmente chiamati Nani, sono un popolo composto da clan estremamente pacifici e collaborativi, fedeli alla propria divinità creatrice. Quando i loro primi antenati emersero in superficie esistevano già altre razze umanoidi  in lotta per Bharga, nome nanico per il continente che gli umani chiamano Teokles. In una prima era di forti lotte e grande caos, i Dahes Dver si allearono con gli Antici Lyelviani, i Grigi Sconosciuti, il popolo più affine a loro. Al termine delle grandi guerre, mentre i loro alleati gradualmente lasciavano Bharga, i Dhaes Dver prendevano in mano gli insediamenti delle razze estinte. Doversi mantenere compatti e lottare insieme per non essere sterminati ha dato un forte imprinting di coesione sociale ai nani. Nella memoria comune del popolo si contano pochissimi casi di nani uccisi da altri nani. E tale crimine é comunque considerato mostruoso. Solo la contaminazione con la conflittuale stirpe umana ha aumentato i casi di tale orrore.

L’incontro tra le due razze avvenne attorno all’anno 1029 e in un primo momento gli Umani furono ben lieti della disponibilità e grande abilità costruttrice dei Dahes Dver, che non immaginavano minimamente di venire un giorno sottomessi dai questi ultimi venuti. Sfruttando la magia e il loro numero soverchiante, i discendenti degli Iskaariani presero controllo degli insediamenti Dver e ne sfruttarono la grande resistenza fisica per farne un popolo di servitori in catene. La schiavitù dei Dahes Dver durò dal 1225 al 1400, periodo in cui rifiorì il culto eretico e distruttivo del Sole Nero e i nani vissero controverse vicende: in alcune città erano schiavi, in altre protetti da umani che rifiutavano di schiavizzarli, cercarono infine di ribellarsi in grandi battaglie finite nel sangue.

Un gruppo di giovani Dver riuscì però a penetrare in uno degli antichi insediamenti sotterranei e da lì, tra mille insidie, scese fino a trovare uno dei Ponti Spezzati, il limite arcaico tra il popolo di superficie ed i suoi antenati. Piangendo ed elevando preghiere, una Sacerdotessa invocò con forza un disperato aiuto e dal Buio ricevette una risposta. Il giorno seguente, Emissari comparvero nelle sale dei troni di Caldera, Peyros e Mesalla. Venne rivelato che i Dahes non erano che i discendenti di una fazione minore del popolo Dver che venne esiliata in superficie millenni prima. I Dahes Whorg, i Signori dell’Abisso, ne reclamarono l’immediata liberazione. I Re degli uomini risero a quella richiesta. Quando la città di Peyros collassò nel giro di una notte, i sovrani di Caldera e Mesalla disposero l’immediata cessazione di ogni forma di schiavitù ai danni dei Dahes Dver.